domenica 19 settembre 2010
IL CINGHIALE DALMATA ESISTE!
giovedì 29 aprile 2010
IL RETTILE NEL LAGO

IL RETTILE NEL LAGO
dal "Corriere Online"
Paura tra pescatori e frequentatori abituali della Riserva naturale. Secondo l'Asl si tratterebbe di un grosso rettile
CASERTA - Falciano come Loch Ness. Sembrerebbe di sì, almeno a sentire pescatori e abitanti che frequentano il lago casertano. Nella cittadina di 3 mila anime, nei pressi del bacino di origine vulcanica, ai piedi del monte Massico, migliaia di chilometri dalle Highlands scozzesi, sono sicuri: da circa una settimana una strana presenza smuove le tradizionalmente calme acque del lago di Falciano. Del resto che il «mostro» ci sia davvero o che le voci stiano alimentando una psicosi, per adesso non conta. Quel che è certo è che Giulio Cesare Fava, sindaco di Falciano, da lunedì abbia ordinato la chiusura dell'intero lago.
PRIMO MAGGIO, GITANTI ALL'ASCIUTTO - Il lago è attrazione principale della Riserva naturale di Falciano, e a meno di novità resterà chiuso anche sabato, con buona pace dei gitanti abituali pronti ad approfittare del weekend del Primo maggio per una delle più classiche scampagnate all'aperto. Del resto non è il caso di scherzare dopo una nota preoccupata dell'Asl Ce - per cui nel lago si troverebbe un coccodrillo o un alligatore - e l’avvistamento da parte di un pescatore di un animale sospetto. La segnalazione, arrivata nella Sala Operativa 1515 di Napoli del Corpo forestale, risale al 24 aprile scorso.
LA DESCRIZIONE: COCCODRILLO O ALLIGATORE - Il pescatore, un habitué del posto, aveva trovato nel lago i resti di un pesce dal peso di circa 2 chilogrammi, quasi completamente sbranato. L'uomo che giura d’aver visto «un animale verde, un coccodrillo», viene ritenuto una fonte attendibile per aver lavorato in passato un circo a stretto contatto con i rettili. La forestale, in base all'attenta descrizione fornita dal pescatore, ipotizzano si tratti però di un alligatore e continuano le ricerche dell'animale. Sulla cui provenienza, qualsiasi risulti la specie di appartenenza, resta un mistero fitto come le nebbie scozzesi.
PRALAHD JANI NON MANGIA NÈ BEVE DA 74 ANNI
domenica 25 aprile 2010
GLI ALIENI ESISTONO MA È MEGLIO EVITARLI
Hawking: «Gli alieni? Esistono,
ma sarebbe molto meglio evitarli»
L'astrofisico britannico: «Il contatto con la vita extraterrestre potrebbe essere disastroso»
Gli alieni? Certo che esistono, è quasi sicuro. Parola di Stephen Hawking, l'astrofisico britannico famoso per le sue tesi spesso anticonformiste. Lo scienziato però avverte: l'umanità non deve in nessun caso entrare in contatto con loro - ciò potrebbe essere devastante. La star della fisica presenta in un nuovo documentario tv i suoi pensieri sull'universo e le forme di vita extraterrestri.
RAZIONALE - In un universo con cento miliardi di galassie, ciascuna contenente centinaia di milioni di stelle, è improbabile che la Terra sia l'unico luogo dove si sia evoluta la vita. È ciò che sostiene Stephen Hawking, 68 anni, matematico e fisico con un quoziente intellettivo di 160, fino all'anno scorso titolare a Cambridge della cattedra lucasiana di Matematica e Fisica, carica ricoperta anche da Isaac Newton. Hawking, che soffre di atrofia muscolare progressiva - costretto a vivere su una sedia a rotelle e a comunicare con un sintetizzatore vocale - è uno dei cosmologi più noti. Ebbene, da ricercatore qual è ha spiegato che «per il mio cervello matematico i numeri da soli fanno pensare che è perfettamente razionale l'esistenza di alieni», riporta il Sunday Times. Le teorie del ricercatore verranno presentate in una serie di documentari che dai prossimi giorni andranno in onda sull'emittente britannica Discovery Channel.
RISORSE DELLA TERRA - La vita extraterrestre, spiega lo studioso, è concepibile nei modi come la conosciamo - dal microbo al bipedi intelligente. Microrganismi e forme semplici di animali potrebbero essere quelle più probabili di vita; in fin dei conti avrebbero dominato anche la Terra per milioni di anni. Ciò nonostante, Hawking mette in guardia l'umanità dal possibile incontro con forme di vita intelligente: «Il contatto con la vita aliena potrebbe essere disastroso per la razza umana». Il motivo? Gli alieni potrebbero tentare di sfruttare la nostra Terra per le sue risorse, per poi proseguire. Lo scienziato paragona tale situazione con la quella della scoperta dell'America nel 1492: «Quando Colombo sbarcò in America, le cose non sono più andate così bene per gli indigeni». Hawking ha in mente degli alieni-nomadi che, dopo aver esaurito tutte le risorse del proprio pianeta, vanno a caccia attraverso le galassie di altri pianeti da sfruttare. Oltretutto, immagina l'esperto: «Questi esseri potrebbero sottomettere e colonizzare i pianeti a bordo di navi giganti». E sottolinea: «Basta guardare a noi stessi per vedere come potrebbe svilupparsi la vita intelligente in qualcosa che non vorremmo incontrare».
PRUDENZA - Già in precedenza l'astrofisico aveva messo in guardia dagli incontri ravvicinati con gli altri inquilini dello spazio. «Se mai vi dovesse capitare di incontrare un alieno, state attenti: potreste essere contagiati da un virus contro il quale non possedete alcun anticorpo», aveva sostenuto Hawking in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo della Nasa.
Elmar Burchia
mercoledì 7 aprile 2010
SCOPERTA LUCERTOLA LUNGA 2 METRI!

Negli ultimi cinquant’anni solo la scimmia di Kipunji in Tanzania e il bovide chiamato saola, nel Vietnam, possono competere con la scoperta del Varanus Bitatawa, una lucertola lunga circa due metri individuata casualmente, e quasi miracolosamente, nella valle del nord dell’isola di Luzon, nelle Filippine, da un team di ricercatori del Biodiversity Institute dell’Università del Kansas.
LE PECULIARITÀ – I colori del rettile, che pesa appena dieci chili, sono suggestivi e una tonalità di base blu e nera si alterna a squame verdi e gialle. La caratteristica decisamente più curiosa consiste però nel possesso di due peni, anche se in realtà va detto che per quanto insolita e inquietante la presenza di due organi riproduttivi non è appannaggio esclusivo del Varanus Bitatawa ed è una peculiarità di molti rettili: alcuni sauri e serpenti sono dotati infatti di due organi copulatori (emipeni) che in condizione di riposo vengono alloggiati in apposite tasche e che utilizzano alternativamente.
MISTERIOSO YETI ORIENTALE SCOPERTO IN CINA!


Misterioso animale scoperto in Cina! Sembra un orso, ma è senza pelliccia e ha la coda lunga come quella di un canguro. Le leggende parlano di un misterioso "Yeti orientale" delle foreste, e la creatura potrebbe essere proprio quella delle foto che vedete, pubblicate oggi dai maggiori quotidiani inglesi.
lunedì 5 aprile 2010
GRANCHIO MOSTRUOSO GIAPPONESE
è lungo più di 3,5 metri
Catturato lo scorso anno nell'Oceano Pacifico è arrivato in Belgio trasportato in un vagone speciale del treno
BRUXELLES - Si chiama "Crabzilla" il più grande granchio del mondo: è lungo più di 3,5 metri, ed è ora in mostra in Belgio, nella fiera Sea Life di Blankenberge. Crabzilla viene dal Giappone, e da adulto potrà arrivare a misurare fino a 4,5 metri.
TRASPORTATO CON UN VAGONE SPECIALE - Della specie dei "Macrocheira kaempferi", è stato catturato lo scorso anno nell'Oceano Pacifico e portato nell'acquario di Birmingham. Per arrivare in Belgio dall'Inghilterra, il granchio gigante è stato trasportato in un vagone speciale del treno che passa nel tunnel della Manica.
sabato 3 aprile 2010
giovedì 25 marzo 2010
IL MISTERO DE "LAS BOLAS"

Sfere in pietra perfette, tutte di dimensioni diverse che possono arrivare a pesare fino a 16 tonnellate con un diametro di due metri, rinvenute a partire dal 1930 nella regione del delta del Diquis, in Costa Rica. Rese celebri dalla sequenza iniziale del film "I predatori dell'arca perduta", nella quale appaiono, "las bolas" rappresentano un vero mistero per gli studiosi che da anni cercano di capire la loro origine. Le più antiche potrebbero risalire intorno al 600 d. C. e tra le teorie più disparate c'è chi le associa alla scomparsa di Atlantide. Ora l'Unesco vorrebbe farle diventare Patrimonio dell'umanità e l'antropologo americano John Hoopes, dell'università del Kansas, è stato assegnato alla studio della loro conservazione e del loro valore. "Non sappiamo perché furono costruite - spiega Hoopes - chi le fece non lasciò nessun documento scritto. Abbiamo solo dati archeologi che permettono di ricostruire il contesto, la cultura e le persone che le crearono si estinsero poco dopo la conquista spagnola"
giovedì 17 dicembre 2009
TROVATA ATLANTIDE?

Dai Caraibi emerge una civiltà sommersa
Il leader del progetto: «Trovate una specie di piramide alta e sottile e una costruzione con pali paralleli in piedi»
di Alessandra Farkas
NEW YORK - Un gruppo di archeologi ha scoperto le rovine di una grande città antica sui fondali del Mar dei Caraibi la cui ubicazione rimane ancora segreta ma che secondo alcune indiscrezioni sarebbe antecedente alle piramidi di Giza, in Egitto. E potrebbe addirittura essere Atlantide, la leggendaria isola scomparsa, menzionata per la prima volta da Platone. La notizia, pubblicata in esclusiva dal giornale parigino in lingua inglese Herald de Paris, è stata subito rilanciata dai siti web americani. Le immagini satellitari della città pubblicate sul sito web del quotidiano mostrano qualcosa di completamente diverso dalla città sommersa scoperta nel 2001 al largo di Cuba da una missione congiunta russa-canadese. Nell’intervista da Washington all’Herald il leader del progetto - che ha chiesto di rimanere anonimo - si è guardato bene dal rivelare le coordinate del luogo. Presumibilmente per evitare la ressa di sommozzatori della domenica a caccia di tesori subacquei durante le feste di fine anno.
PIRAMIDE SOTTILE - «Abbiamo trovato una struttura simile a una piramide alta e sottile - racconta il capo della spedizione -, e persino una costruzione con pali paralleli in piedi e travi fra le macerie di ciò che sembra un edificio in rovina. Ma non puoi trovare pali e travi - precisa - senza l’intervento umano». Gli scopritori non affermano che si tratti di Atlantide. «Però - puntualizzano - crediamo che questa città potrebbe esser stata una delle tante di una civiltà marinara avanzata, basata sul commercio e in regolare contatto con le sue controparti eurocentriche». Nessuno sa spiegare come sia finita sommersa dalle acque. «Abbiamo diverse teorie in proposito» incalza il team leader, che spera di raccogliere abbastanza fondi per una nuova spedizione, ben più capillare, che possa documentare la sua scoperta. «Qualunque cosa troveremo non appartiene a noi - spiegano gli archeologi -, ma alla gente di questa isola e al mondo in generale. Tutto ciò che riporteremo a galla finirà in mano a un museo».
LE CIVILTÀ SOMMERSE - Non è la prima volta che tracce di una possibile civiltà sommersa emergono nei Caraibi. Nel 2001 l'agenzia Reuters riferì che un gruppo di scienziati di Advanced Digital Communications aveva individuato una "città sommersa" al largo delle coste di Cuba. Grazie al sonar avevano identificato quelle che sembravano strade, rovine di edifici e persino una piramide. Ma dopo l'eccitamento iniziale, la storia cadde nel dimenticatoio. Nel suo libro Le porte di Atlantide (2000), Andrew Collins avanza la tesi che Cuba sia stata al centro di una vasta civiltà pre-colombiana, simile ad Atlantide. Ivor Zapp e George Erikson, nel loro volume Le Strade di Atlantide (2002), mettono il Costa Rica a capo di un impero marittimo molto avanzato. L'avventuriero F. A. Mitchell-Hedges ha suggerito che i resti della civiltà scomparsa si trovassero in Honduras. Teorie secondo cui Atlantide si trova nel nuovo mondo cominciarono a circolare subito dopo la scoperta dell'America. Nel 1669 fu addirittura pubblicata una mappa che mostrava l'America divisa tra i discendenti di Nettuno, re di Atlantide.
domenica 29 novembre 2009
mercoledì 7 ottobre 2009
IL MISTERO NAZISTA NEL LAGO DI TOPLITZ
venerdì 27 marzo 2009
mercoledì 18 marzo 2009
SEA MONSTER
Scoperto il «T-Rex »dei mari
«Predator X» è il nome dato al fossile di un mostro marino gigante ritrovato al Polo Nord
Quarantacinque tonnellate per quindici metri di lunghezza e una fila di denti aguzzi come coltelli: queste sono solo alcune delle caratteristiche del temibile predatore marino ritrovato dai paleontologi nei pressi delle Isole Svalbard, vicino al Polo Nord. Predator X (così è stato soprannominato per ora il rettile marino, del genere Pliosaurus) dominava i mari del Giurassico superiore e in quanto a potenza avrebbe potuto stracciare il T-Rex, dominatore incontrastato delle terre emerse nel Cretaceo. (Atlantic/Zoo)
UN MORSO PODEROSO - I ricercatori dell’Università di Oslo, protagonisti dell’eccezionale scoperta, già due anni fa avevano trovato nella stessa zona il fossile di un altro pliosauro, chiamato The Monster. Sono così ritornati sul luogo della fortunata scoperta, confidando che il terreno ghiacciato custodisse nuove sorprese; e infatti dopo due settimane di scavi hanno trovato l’enorme cranio del grande predatore: una testa di tre metri le cui dimensioni denotano una potenza offensiva eccezionale. Secondo i calcoli dei ricercatori i denti affilati del colosso marino potevano stritolare le prede con una forza pari a undici volte quella di un Tyrannosaurus rex e tredici quella di un alligatore (l’animale che attualmente detiene il primato del morso più potente).
VELOCE NELL’ATTACCO - Jørn Hurum, paleontologo a capo della ricerca, durante l’annuncio della scoperta tenutosi ieri a Oslo ha dichiarato: «era il più feroce predatore mai esistito. Si trattava di un carnivoro veramente molto grande. È come un cacciatore col motore turbo». Infatti, anche se questo pliosauro non raggiungeva le dimensioni del ciclopico ittiosauro, erbivoro acquatico di 23 metri, era comunque unico tra i predatori marini. In quanto a dimensioni e a forza può essere paragonato solo ad alcuni squali preistorici. Ma a differenza di questi non possedeva solo un temibile equipaggiamento offensivo, era dotato anche di straordinaria agilità natatoria: sembra infatti che al momento dell’attacco le pinne posteriori aggiungessero una propulsione eccezionale alla spinta già poderosa delle pinne anteriori, rendendo micidiali i suoi assalti. Gli scienziati per capire meglio come si muovesse in acqua hanno ricostruito la nuotata del rettile preistorico utilizzando un simulatore robot.
CERVELLO DA SQUALO - Con uno scanner infine i paleontologi hanno analizzato il cervello dell’animale, che è risultato lungo e assottigliato, molto simile a quello del Grande squalo bianco, attualmente il più grande pesce predatore del pianeta. Un’ulteriore conferma della somiglianza tra il rettile giurassico che è considerato la creatura più pericolosa che abbia mai popolato i nostri oceani e il pescecane.
Valentina Tubino
17 marzo 2009
giovedì 26 febbraio 2009
MISTERO SOLUTO?
fenomenI fotografatI per la prima volta nel 1989
«Spiriti dell'aria» ed «elfi»
sempre meno misteriosi
Una spiegazione per gli enigmatici lampi ad alta quota scambiati per Ufo
MILANO - Per coloro che credono alle apparizioni dei dischi volanti, comunemente chiamate UFO, c’è una brutta notizia. Oltre a tutte le spiegazioni finora date nei decenni dei vari fenomeni avvistati ora si aggiunge quella del professor Colin Price dell’Università di Tel Aviv. Price, a capo del dipartimento di scienze geofisiche e planetarie, è uno specialista degli «winter sprites» che appaiono nei cieli dell’emisfero nord nei mesi invernali. Gli Sprites sono delle grandi scariche elettriche che si manifestano al di sopra delle nuvole temporalesche e si presentano a grappoli ad altezze tra i 50 e 100 chilometri, e talvolta anche oltre. «Winter sprites»
SPIRITI DELL'ARIA - Gli Sprites sono gli «spiriti dell’aria» ed il termine è stato ripreso dal «Sogno di una notte di mezza estate» di Shakespeare. Il fenomeno veniva fotografato per la prima volta nel 1989 dagli scienziati dell’Università americana del Minnesota. Le loro manifestazioni avvengono, dunque, molto in alto nel cielo, nell’alta atmosfera. «Di solito sono i lampi scatenati nei temporali alle normali quote più basse a stimolare il campo elettrico superiore producendo gli Sprites e adesso abbiamo scoperto che soltanto certi tipi di fulmini li possono scatenare – spiega Price – Come ciò avvenga non è ancora ben chiaro e il dibattito è aperto ma di certo possono spiegare alcuni bizzarre osservazioni degli UFO».
«GLI ELFI» - Gli Sprites talvolta sono associati ad altri fenomeni come gli «elfi», aloni luminosi con un diametro di circa 400 chilometri. Simili formazioni luminose spesso si muovono nel cielo e questa è la ragione per la quale sono stati chiamati spiriti dell’aria o anche elfi. Ed è un’altra delle loro caratteristiche associate agli UFO. Gli strani lampi raggiungendo quote molto elevate possono avere un impatto sulla fascia dell’ozono che circonda la Terra proteggendo la vita. «Per fortuna – nota Price – che accadono non molto frequentemente e quindi il loro possibile danno è contenuto. Ma dato il rischio che presentano è opportuno indagarli meglio».
Giovanni Caprara
25 febbraio 2009
venerdì 20 febbraio 2009
TROVATA ATLANTIDE?
Alla scoperta di Atlantide
Quando la realtà supera la fantasia. E di molto. Ne parlò per primo Platone nel Timeo, ci viaggiò il capitano Nemo di Verne, gli appassionati del serial tv Lost ci fantasticano da cinque anni. Ora Google Earth l'ha trovata. Atlantide, terra mitologica che sarebbe affondata nell'oceano più di 12 mila anni fa, patria di alieni superumani o di una società utopica (o anche tutt'e due o anche nessuna) a seconda delle leggende e dei saggi, scritti a migliaia in ogni epoca umana (Wikipedia, per approfondire).






















