giovanni caviezel per i tuoi occhi blu
sara / la compagna delle rose / festa per chi la fa / tango d'amore latino / chiara, vent'anni è zucchero / madonna fortuna / note pozioni / per i tuoi occhi blu / ti conosco, capitano / la voce delle onde / nella casa di milena
produzione: giovanni caviezel • tecnico del suono: walter biondi • calicanto edizioni 2008 • ASCOLTA E SCARICA GRATUITAMENTE 5 BRANI SU: http://www.myspace.com/giovannimariacaviezel

mercoledì 7 ottobre 2009

IL MISTERO NAZISTA NEL LAGO DI TOPLITZ

PASSAU (AUSTRIA) - Il mistero del Lago Toplitz, sulle Alpi Austriache, non è mai stato svelato. E ora rischia di rimanere tale. Almeno per altri 99 anni. E' per tutto questo tempo, infatti, che l'ente austriaco di tutela delle foreste, il «Bundesforste», ha intenzione di vietare le immersioni degli esploratori che dal 1945 cercano di ritrovare nel lago il tesoro delle S.S. Secondo alcune testimonianze storiche, infatti, alle prime luci dell'alba di un giorno di aprile del 1945, una spedizione nazista affondò nel lago centinaia di casse di legno piene probabilmente di diamanti e di lingotti d'oro sottratti alle famiglie ebree durante il periodo delle leggi razziali. Nelle casse si troverebbero anche decine di opere d'arte rubate dai paesi di tutta Europa e numerosi dossier con piani e documenti segreti del Terzo Reich. Un vero e proprio tesoro, che sarebbe dovuto servire per la “resurrezione” della Germania nazista, una volta finita la guerra.

venerdì 27 marzo 2009

PHANTASMATA 5




PHANTASMATA 4




PHANTASMATA 3




PHANTASMATA 2




PHANTASMATA






mercoledì 18 marzo 2009

SEA MONSTER

Scoperto il «T-Rex »dei mari

«Predator X» è il nome dato al fossile di un mostro marino gigante ritrovato al Polo Nord

(Atlantic/Zoo)
(Atlantic/Zoo)
Quarantacinque tonnellate per quindici metri di lunghezza e una fila di denti aguzzi come coltelli: queste sono solo alcune delle caratteristiche del temibile predatore marino ritrovato dai paleontologi nei pressi delle Isole Svalbard, vicino al Polo Nord. Predator X (così è stato soprannominato per ora il rettile marino, del genere Pliosaurus) dominava i mari del Giurassico superiore e in quanto a potenza avrebbe potuto stracciare il T-Rex, dominatore incontrastato delle terre emerse nel Cretaceo.

UN MORSO PODEROSO - I ricercatori dell’Università di Oslo, protagonisti dell’eccezionale scoperta, già due anni fa avevano trovato nella stessa zona il fossile di un altro pliosauro, chiamato The Monster. Sono così ritornati sul luogo della fortunata scoperta, confidando che il terreno ghiacciato custodisse nuove sorprese; e infatti dopo due settimane di scavi hanno trovato l’enorme cranio del grande predatore: una testa di tre metri le cui dimensioni denotano una potenza offensiva eccezionale. Secondo i calcoli dei ricercatori i denti affilati del colosso marino potevano stritolare le prede con una forza pari a undici volte quella di un Tyrannosaurus rex e tredici quella di un alligatore (l’animale che attualmente detiene il primato del morso più potente).

VELOCE NELL’ATTACCO - Jørn Hurum, paleontologo a capo della ricerca, durante l’annuncio della scoperta tenutosi ieri a Oslo ha dichiarato: «era il più feroce predatore mai esistito. Si trattava di un carnivoro veramente molto grande. È come un cacciatore col motore turbo». Infatti, anche se questo pliosauro non raggiungeva le dimensioni del ciclopico ittiosauro, erbivoro acquatico di 23 metri, era comunque unico tra i predatori marini. In quanto a dimensioni e a forza può essere paragonato solo ad alcuni squali preistorici. Ma a differenza di questi non possedeva solo un temibile equipaggiamento offensivo, era dotato anche di straordinaria agilità natatoria: sembra infatti che al momento dell’attacco le pinne posteriori aggiungessero una propulsione eccezionale alla spinta già poderosa delle pinne anteriori, rendendo micidiali i suoi assalti. Gli scienziati per capire meglio come si muovesse in acqua hanno ricostruito la nuotata del rettile preistorico utilizzando un simulatore robot.

CERVELLO DA SQUALO - Con uno scanner infine i paleontologi hanno analizzato il cervello dell’animale, che è risultato lungo e assottigliato, molto simile a quello del Grande squalo bianco, attualmente il più grande pesce predatore del pianeta. Un’ulteriore conferma della somiglianza tra il rettile giurassico che è considerato la creatura più pericolosa che abbia mai popolato i nostri oceani e il pescecane.

Valentina Tubino
17 marzo 2009

giovedì 26 febbraio 2009

MISTERO SOLUTO?

fenomenI fotografatI per la prima volta nel 1989

«Spiriti dell'aria» ed «elfi»
sempre meno misteriosi

Una spiegazione per gli enigmatici lampi ad alta quota scambiati per Ufo

«Winter sprites»
«Winter sprites»
MILANO - Per coloro che credono alle apparizioni dei dischi volanti, comunemente chiamate UFO, c’è una brutta notizia. Oltre a tutte le spiegazioni finora date nei decenni dei vari fenomeni avvistati ora si aggiunge quella del professor Colin Price dell’Università di Tel Aviv. Price, a capo del dipartimento di scienze geofisiche e planetarie, è uno specialista degli «winter sprites» che appaiono nei cieli dell’emisfero nord nei mesi invernali. Gli Sprites sono delle grandi scariche elettriche che si manifestano al di sopra delle nuvole temporalesche e si presentano a grappoli ad altezze tra i 50 e 100 chilometri, e talvolta anche oltre.

SPIRITI DELL'ARIA - Gli Sprites sono gli «spiriti dell’aria» ed il termine è stato ripreso dal «Sogno di una notte di mezza estate» di Shakespeare. Il fenomeno veniva fotografato per la prima volta nel 1989 dagli scienziati dell’Università americana del Minnesota. Le loro manifestazioni avvengono, dunque, molto in alto nel cielo, nell’alta atmosfera. «Di solito sono i lampi scatenati nei temporali alle normali quote più basse a stimolare il campo elettrico superiore producendo gli Sprites e adesso abbiamo scoperto che soltanto certi tipi di fulmini li possono scatenare – spiega Price – Come ciò avvenga non è ancora ben chiaro e il dibattito è aperto ma di certo possono spiegare alcuni bizzarre osservazioni degli UFO».

«GLI ELFI» - Gli Sprites talvolta sono associati ad altri fenomeni come gli «elfi», aloni luminosi con un diametro di circa 400 chilometri. Simili formazioni luminose spesso si muovono nel cielo e questa è la ragione per la quale sono stati chiamati spiriti dell’aria o anche elfi. Ed è un’altra delle loro caratteristiche associate agli UFO. Gli strani lampi raggiungendo quote molto elevate possono avere un impatto sulla fascia dell’ozono che circonda la Terra proteggendo la vita. «Per fortuna – nota Price – che accadono non molto frequentemente e quindi il loro possibile danno è contenuto. Ma dato il rischio che presentano è opportuno indagarli meglio».

Giovanni Caprara
25 febbraio 2009